
In un piccolo paese sulle sponde dell’Atlantico, nelle cui acque si è inabissata una nave, succedono strane cose… Un’atmosfera intrigante e misteriosa avvolge il giovane Max e, insieme a lui, lo stesso lettore, ne “Il principe della nebbia” di Carlos Ruiz Zafón (SEI 2013).
Di Carlos Ruiz Zafón abbiamo recensito anche “Il labirinto degli spiriti“, “La città di vapore“, “Le luci di settembre” e “L’ombra del vento“.
Trama de Il principe della nebbia
Al fine di sfuggire alla guerra, l’eccentrico “orologiaio ed inventore a tempo perso” Maximilian Carver annuncia alla moglie e ai tre figli, Max, Alicia e Irina, la sua decisione di trasferirsi “sulla costa, lontano dalla città e dalla guerra, in una casa sulla spiaggia di un piccolo paesino sulle sponde dell’Atlantico”
“Correva l’anno 1943 e i venti della Grande Guerra trascinavano il mondo nell’abisso, senza rimedio…”.
A differenza degli altri componenti della famiglia che si aspettavano questa decisione, a Max “la notizia fece lo stesso effetto di una locomotiva lanciata a folle velocità in un negozio di porcellane cinesi”. Il ragazzo rimane sconvolto, tutto il suo mondo sembra crollare, ma non c’è altra possibilità: domani si parte per una meta sconosciuta.
La famiglia, dopo un lungo viaggio in treno, giunge alla destinazione e la prima cosa che colpisce Max è l’orologio della stazione: un orologio che “funzionava perfettamente, con un solo particolare…andava al contrario”.
Un posto nuovo
L’abitazione scelta dal padre è una graziosa casa, affacciata sul mare, abbandonata ormai da tempo dai vecchi proprietari, in seguito alla morte accidentale del loro figlio.
Max fa subito conoscenza di Roland, un ragazzo che abita sull’isola, orfano di genitori e cresciuto dal custode del faro, Viktor Kray, unico sopravvissuto alla tragedia della nave ORPHEUS, affondata anni addietro proprio al largo della costa.
Roland ama fare immersioni nel punto dove è affondata la nave e trascina in questa avventura Max e la sorella Alicia, per la quale prova una certa simpatia, da lei ricambiata.
Sembrerebbe tutto normale ma…..troppe cose inspiegabili cominciano ad accadere.
Un misterioso giardino di statue che cambiano posizione; un gatto dagli occhi perfidi e gialli; una malvagia presenza che ora è pagliaccio, serpente di mare o nebbia che perseguita i tre ragazzi e quel relitto che sembra vivo…e una strana e terribile sensazione che accadrà qualcosa di brutto….
Max è quello che percepisce più di tutti l’incombere di una tragedia e forse l’unica persona che conosce la verità è Viktor Kray…colui che ha incontrato il Principe della Nebbia…
E qui la domanda di prassi ci vuole: SI SALVERANNO I NOSTRI EROI????
Recensione
Wow, che ansia e che inquietudine che si prova a leggere questo libro!
Fin dalle prime pagine de “Il principe della nebbia” percepisci un qualcosa di strano, di misterioso che ti avvolge; il sentimento di paura dei protagonisti ti attanaglia, ti sembra di essere lì con loro; entri a far parte del romanzo stesso.
D’altra parte stiamo parlando di un romanzo di Carlos Ruiz Zafon, (ahimé scomparso nel 2020) autore de “L’Ombra del vento”, venduto in tutto il mondo, in cui mistero, fantasia e realtà si alternano e talvolta si sovrappongono in un gioco complicato e inquietante.
In questo libro, forse meno conosciuto, questo alternarsi tipico di Zafon tra realtà e soprannaturale si avverte fin dalle prime pagine. E’ un romanzo di avventura, un fantasy che si legge facilmente, molto scorrevole.
In alcune parti, forse, c’è talmente tanta fantasia e magia che ti perdi un poco.
La cosa che rilevi in questo romanzo, ma che mi è capitato anche negli altri libri di Zafon, è l’oscurità, le tenebre: questi paesaggi caratterizzati da cieli neri e bui, da temporali estremi.
I personaggi
Se dovessi abbinare un colore a questo libro, direi senza dubbio il nero!
L’unica “luce” di tutto il romanzo, è il papà di Max, sempre contento, che vede il positivo in ogni occasione, un po’ distratto, preso dai suoi orologi ed invenzioni. Sembra quasi estraneo al romanzo…capitato tra le pagine per caso…
L’autore non si sofferma tanto sulla descrizione dei personaggi; direi che è l’azione e tutto l’insieme di paesaggi e situazioni irreali ciò che interessa di più Zafon.
Ad esempio, nel leggere, intuiamo che Alicia, la sorella di Max, è una ragazzina complicata, introversa, che ha problemi a relazionarsi con gli altri, ma non comprendiamo la causa di queste difficoltà, perché l’autore non si sofferma sul “problema”
Per Zafon è importante attirare l’attenzione sul Mistero, far percepire al lettore la paura che sente Max di fronte all’ignoto e alla magia e direi che……… ci riesce molto bene!!!
Per chi ama il genere avventura/fantasy….
L’autore Carlos Ruiz Zafon (1964 – 2020) ha ottenuto la fama internazionale con il libro ”L’ombra del vento” a cui hanno fatto seguito “Il gioco dell’angelo” – “Il prigioniero del cielo” – “Il labirinto degli spiriti” nel complesso detta la tetralogia del “Cimitero dei Libri Dimenticati”.



