“Giù nella valle“ – Paolo Cognetti


Voto: 3 stelle / 5

Dopo aver letto ed amato “Le otto montagne“, l´attesa e le mie aspettative per il nuovo libro di Paolo Cognetti “Giù nella valle” (Einaudi 2023) erano alte.

Di Paolo Cognetti abbiamo recensito anche “La felicità del lupo“.

Trama di Giù nella valle

Questa volta la storia non è ambientata in montagna, ma giù nella valle come precisa il titolo: in Valsesia. Eppure, niente della profondità, del fascino e dell´atmosfera di ampio respiro del libro precedente compaiono nel nuovo racconto.
Inizialmente, si rimane quasi spiazzati e forse un tantino annoiati dalla parte iniziale. La popolazione locale si impegna nella cattura di un canide che semina vittime nel suo cammino. Parallelamente, viene raccontata la storia di due fratelli: un abete e un larice.
Luigi e Alfredo sono due alberi piantati a due anni di distanza dal padre, al momento della loro nascita, come simbolo per ognuno dei figli. Sono molto diversi per temperamento: solido e radicato alla famiglia e alla sua terra è Luigi, il larice; più inquieto, silenzioso e ombroso è Alfredo, l´abete. Quest’ultimo sceglie di emigrare in Canada, a tagliare boschi e combinare guai.

Intorno alle loro vite, si descrive la vita della Valsesia, fatta di riti consueti e metodici, di cose semplici, di ritmi scanditi dal sole e dal fiume.
Ne scaturisce un quadro di una vita cupo, in alcune circostanze squallido. Di uomini che, in preda ai fumi dell´alcool, agiscono in maniera violenta e scorretta; di mogli chiuse in casa rassegnate all’attesa del ritorno dei propri mariti. Di un mondo chiuso e impermeabile.
Il perfezionamento dell´eredità della casa del padre è il motivo dell´incontro dei due fratelli dopo molti anni di distanza. Distanza caratteriale, di vedute, di stili di vita, di incomprensioni e di situazioni irrisolte che faticano ad essere colmate.

L´ipotetica costruzione di una nuova seggiovia è l´elemento che divide gli abitanti del paese. Porta con sè l´idea che anche un luogo cosi spoglio e semplice possa essere utilizzato come fonte di guadagno, a discapito della conservazione e della tutela del paesaggio .

La diffidenza e la ritrosia di alcuni verso l’innovazione si scontrano con l´ottimismo di chi vede occasione di guadagno e di rinascita per tutta la valle.

Si aggiunge un pizzico di invidia da parte di Alfredo, che guarda alla solida vita di Luigi, con un posto di lavoro fisso, una famiglia con una bimba in arrivo e la casa del padre, ormai pienamente di sua proprietà. Quest’ultima è situata nei pressi delle future piste da sci e potrebbe diventare una fonte di guadagno preziosa.

Recensione

La lettura del breve libro “Giù nella valle” non lascia le emozioni del precedente. Si vive una sorta di inquietudine nel leggere la descrizione di questa valle. Spesso è sotto la pioggia, grigia non solo nel colore del cielo, ma anche nello stile di vita degli abitanti. Lo scorrere del fiume, sempre uguale, scandisce la vita umile della valle, un luogo fossilizzato nella propria chiusura.

Il fiume stesso, con il suo corso, delinea una parte al sole e una parte all’ombra – come dice lo stesso autore, come una sorta di giudizio universale insindacabile.

 Io spesso mi dimentico che in cima questa valle c’è quella montagna, che il fiume nasce lì: giù da noi l’ombra era già calata da un pezzo, mentre là sul ghiacciaio rifletteva il sole.“ 

E’ una storia chiusa, quella raccontata da Cognetti, lontana dall´ampio respiro di “ Le otto montagne“, dove ogni personaggio appare statico , primordiale e incapace di evolversi. Anche chi, come Elisabetta, moglie di Luigi, appare piena di vita e di interessi, una volta nella valle si uniforma al suo silenzioso grigiore. Nessuno compie un percorso che lo renda migliore. Tutti, chiusi nella loro valle, non sanno alzare lo sguardo per vedere la montagna da dove nasce il fiume.

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  1. Giusta Sagoni 12/12/2023

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