“La tentazione di essere felici” – Lorenzo Marone


Voto: 5 stelle / 5

“La tentazione di essere felici” è un romanzo del quarantacinquenne Lorenzo Marone che è stato pubblicato da Longanesi nel 2015 e che nel giro di tre anni ha raggiunto diciotto edizioni. È tradotto in inglese e ha ispirato il film di Gianni Amelio “La tenerezza”, con Renato Carpentieri ed Elio Germano, Nastro d’argento per il miglior film 2017.


Trama di La tentazione di essere felici

La voce narrante è in prima persona e appartiene a Cesare Annunziata, un anziano talmente burbero e lucido da suscitare simpatia. È vedovo da cinque anni e vive circondato dai suoi vicini di condominio e i ricordi di tre donne irraggiungibili. Sua figlia è nevrotica e suo figlio gay. La sua esistenza si incrocia con una storia di violenza famigliare: questo incontro innesca una riflessione dolorosa – per lui e per il lettore – sulle scelte. Anche quando la decisione è di non scegliere.

“Non ci si abitua, si rinuncia a cambiare le cose”

Recensione

Ho letto questo libro perché è stato scelto dal gruppo di lettura di Pescara EquiLibro per il mese di marzo. In 265 pagine è raccontata una bella storia, che per me è scivolata in tre giorni strappandomi sorrisi, smorfie di dolore e tante orecchiette. Inizialmente ero perfino un po’ offesa con la libreria perché avevo chiesto di procurarmi la copia da cinque euro e invece è arrivata quella da sedici… ma adesso che l’ho finito e ho deciso di conservarlo ho pensato che va bene così.

“La tentazione di essere felici” mi ha colpito per la sua capacità di mostrare, ancora più di raccontare. Nonostante il ritmo rallenti in alcuni passaggi che sembrano forzare delle riflessioni, la maggior parte del tempo si procede spediti nella narrazione di scenette dai sapori diversi. Ci troviamo a oscillare tra l’ironico e il toccante, il serio e il faceto, il doloroso e l’incoraggiante.

“T’incateni a qualcosa o qualcuno, ogni volta che non scegli”

Tra i personaggi più interessanti ho individuato Dante, su cui la nostra attenzione viene posta sin dalla “precisazione” iniziale. Dante è gay ma non ha ancora trovato il coraggio di dirlo al padre. Nonostante questo, il ragazzo ha intuito che solo cedendo alla tentazione di essere felice la vita vale la pena di essere vissuta, così segue i suoi desideri con semplicità e con un beneficio evidente sulla sua quotidianità e sul suo carattere. La sua solarità si oppone in maniera evidente al nervosismo della sorella, costipata in una vita matrimoniale e lavorativa che la lascia insoddisfatta, e noi siamo liberi di dedurre qual è il peso di una presa di posizione e una mancanza di decisione.

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