“Le idi di marzo” – Valerio Massimo Manfredi

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Voto redazione

4 stelle
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7

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In “Le idi di marzo” (Mondadori 2016), Valerio Massimo Manfredi narra in stile romanzato un evento che ha cambiato la storia di Roma Antica e del mondo: l’assassinio del dittatore e pontefice massimo Caio Giulio Cesare. Dello stesso autore abbiamo recensito “Alexandros“.

Trama de Le idi di marzo

Roma, primi di marzo 44 a.C.. Caio Giulio Cesare è ormai un uomo fisicamente debole e stanco,  e fa sempre più fatica a detenere il potere su Roma. La congiura per ucciderlo inizia a prendere piede, cappeggiata da Marco Giunio Bruto e Cassio Longino, entrambi suoi insospettabili amici.

Il legionario Publio Sestio, sempre fedele a Giulio Cesare, corre verso Roma a cavallo per salvargli la vita, mentre messaggeri portano in giro informazioni riguardo ad un pericolo imminente. Un augure etrusco prevede a Cesare un infausto evento per le idi di marzo.
Il quindicesimo giorno del mese Cesare si reca in senato e riceve un foglio con scritti i nomi dei congiuratori, ma che non riesce ad aprire a causa della calca in cui si trova stretto.

L’omicidio del pontefice massimo avviene proprio poco dopo in senato, dove Cesare viene circondato dai congiuratori, i quali non gli danno via di scampo e lo feriscono mortalmente pugnalandolo.

Recensione

Nel libro si respira l’aria di Roma Antica in tutta la sua pienezza. Manfredi permette al lettore di immergersi nel romanzo con parole evocative e ricercate. Sembra di vivere in prima persona i giorni precedenti la morte di Giulio Cesare, grazie a descrizioni sempre molto curate e quasi mai affrettate.

I personaggi sono ben delineati e diversificati, e le storie snocciolate in parallelo tra chi vuole Cesare morto e chi lo difende tengono alto l’interesse. Lo stile di scrittura ricco e raffinato rende a volte la suspense poco palpabile: il libro in certi punti non ha quel pizzico di thriller che potrebbe invece mostrare con una scrittura più svelta e scarna.

Manfredi ha comunque il pregio di riuscire ad immedesimarti mostrandoti quello che succede, evitando di solito di riassumere gli eventi come fanno molti scrittori anche famosi. E questo è sicuramente lo rende un ottimo romanziere, in prima fila a parer mio rispetto ad altri scrittori di fama internazionale.

Un libro che consiglio vivamente agli amanti della narrativa storica, in particolar modo a chi si diletta leggendo storie romanzate di personaggi famosi dell’antichità.

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Davide Bernardin è nato a Feltre (BL) e vive a Bologna; ha trascorso gran parte della sua vita a Tonadico, nella valle di Primiero (TN). Laureato alla triennale in lingue straniere di Bologna e Granada, e alla magistrale in Letterature euroamericane all’università di Trento, lavora come insegnante.Amante del rock’n’roll classico e orecchiabile, e della lettura intima e avvincente, dedica parte del suo tempo libero a scrivere canzoni, poesie e romanzi. Nel giugno 2020 pubblica "Viaggio nel tempo - Tirannia, amore e ribellione", edito da Kimerik. Riguardo alla lettura, i generi che predilige sono i romanzi storici e quelli thriller/suspense.

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