“Le idi di marzo” – Valerio Massimo Manfredi

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

6 Lug, 2021
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7

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In “Le idi di marzo” (Mondadori 2016), Valerio Massimo Manfredi narra in stile romanzato un evento che ha cambiato la storia di Roma Antica e del mondo: l’assassinio del dittatore e pontefice massimo Caio Giulio Cesare. Dello stesso autore abbiamo recensito “Alexandros“.

Trama de Le idi di marzo

Roma, primi di marzo 44 a.C.. Caio Giulio Cesare è ormai un uomo fisicamente debole e stanco,  e fa sempre più fatica a detenere il potere su Roma. La congiura per ucciderlo inizia a prendere piede, cappeggiata da Marco Giunio Bruto e Cassio Longino, entrambi suoi insospettabili amici.

Il legionario Publio Sestio, sempre fedele a Giulio Cesare, corre verso Roma a cavallo per salvargli la vita, mentre messaggeri portano in giro informazioni riguardo ad un pericolo imminente. Un augure etrusco prevede a Cesare un infausto evento per le idi di marzo.
Il quindicesimo giorno del mese Cesare si reca in senato e riceve un foglio con scritti i nomi dei congiuratori, ma che non riesce ad aprire a causa della calca in cui si trova stretto.

L’omicidio del pontefice massimo avviene proprio poco dopo in senato, dove Cesare viene circondato dai congiuratori, i quali non gli danno via di scampo e lo feriscono mortalmente pugnalandolo.

Recensione

Nel libro si respira l’aria di Roma Antica in tutta la sua pienezza. Manfredi permette al lettore di immergersi nel romanzo con parole evocative e ricercate. Sembra di vivere in prima persona i giorni precedenti la morte di Giulio Cesare, grazie a descrizioni sempre molto curate e quasi mai affrettate.

I personaggi sono ben delineati e diversificati, e le storie snocciolate in parallelo tra chi vuole Cesare morto e chi lo difende tengono alto l’interesse. Lo stile di scrittura ricco e raffinato rende a volte la suspense poco palpabile: il libro in certi punti non ha quel pizzico di thriller che potrebbe invece mostrare con una scrittura più svelta e scarna.

Manfredi ha comunque il pregio di riuscire ad immedesimarti mostrandoti quello che succede, evitando di solito di riassumere gli eventi come fanno molti scrittori anche famosi. E questo è sicuramente lo rende un ottimo romanziere, in prima fila a parer mio rispetto ad altri scrittori di fama internazionale.

Un libro che consiglio vivamente agli amanti della narrativa storica, in particolar modo a chi si diletta leggendo storie romanzate di personaggi famosi dell’antichità.

Davide Bernardin

Recensore

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Davide Bernardin è nato a Feltre (BL) e vive a Bologna; ha trascorso gran parte della sua vita a Tonadico, nella valle di Primiero (TN). Laureato alla magistrale in Letterature euroamericane all’università di Trento, lavora come insegnante. Amante del rock’n’roll classico e orecchiabile, e della lettura intima e avvincente, dedica parte del suo tempo libero a scrivere canzoni, poesie e romanzi. Nel giugno 2020 pubblica il poema "Viaggio nel tempo - Tirannia, amore e ribellione", e nel maggio 2022 pubblica "Quella casa in fondo alla pianura", un romanzo storico ispirato in parte alla storia vera della famiglia di Cain Wall, schiavi statunitensi ignari per moltissimi anni dell'abolizione della schiavitù. Riguardo alla lettura, i generi che predilige sono i romanzi storici e quelli thriller/suspense.

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