“Leggere Lolita a Teheran” – Azar Nafisi


Voto: 4 stelle / 5

“Leggere Lolita a Teheran” di Azar Nafisi (2003) è stato tradotto in 32 lingue ed è rimasto nella lista dei bestseller del New York Times per 117 settimane. Attualmente è pubblicato da Adelphi.

L’ho letto perché scelto dal gruppo di lettura “Sulla traccia di Angela” ospitato dalla biblioteca “Di Giampaolo” di Pescara per il mese di febbraio.

Dal 2024, “Leggere Lolita a Teheran” è anche un film.

Trama di Leggere Lolita a Teheran

Azar Nafisi, docente di letteratura inglese presso l’università di Teheran, racconta di quando in Iran il suo mestiere è stato messo alla prova dalle condizioni imposte dal regime integralista giunto con la rivoluzione di Khomeini (1979). Il regime ha riportato il paese molti anni indietro: la voce narrante riflette su come, paradossalmente, sua madre avesse, da giovane, più libertà di lei.

Per continuare a esercitare il pensiero critico, la docente organizza una sorta di ciclo di seminari a casa sua, che in realtà assomiglia più a un gruppo di lettura. Insieme ad alcune studentesse, la docente riflette sui simboli e i messaggi insiti in determinati libri della letteratura inglese. Il loro contesto li illumina di una luce nuova.

Recensione

Di questo libro spicca la struttura: non ci si deve aspettare un romanzo canonico. Il lettore si troverà davanti a qualcosa di più simile, invece, a “Lezioni di letteratura” di Vladimir Nabokov. Non a caso l’autore è citato più volte non solo per “Lolita“, ma anche per “Ada o ardore” o “Invito a una decapitazione”.

Le disamine sugli autori e sui romanzi si alternano al racconto delle situazioni famigliari e personali delle seminariste, in rapporto alle imposizioni della loro cultura.

In questo contesto, capite bene come autori come Jane Austen appaiano sovversivi, personaggi genuini come Daisy Miller di Henry James pericolosi, e l’ambizione de “Il grande Gatsby” sia percepita come un’eresia.

“Leggere Lolita a Teheran” è un libro molto lungo – quasi 400 pagine e 17 ore di ascolto – e sa essere lento se ci aspettiamo che la storia vada avanti.

Invece non è un libro scritto per avvincere, ma per testimoniare. Attraverso le vite e le vicende delle sue donne protagonista scopriamo i piccoli, devastanti cambiamenti nella quotidianità causati dal regime islamico, e riflettiamo molto.

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