“Ave Mary” – Michela Murgia

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Voto redazione

Data di pubblicazione

3 Ago, 2019
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7

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Nel 2011 Michela Murgia, che ha frequentato Scienze religiose, ha pubblicato per Einaudi il saggio divulgativo “Ave Mary. E la Chiesa inventò la donna”. Le sue riflessioni intendono far riflettere sulla parziale manipolazione nei secoli dell’immagine femminile proposta dalla Bibbia, che ha spinto molte donne ad accettare discriminazioni e maltrattamenti.


Copertina Ave Mary con volto di Maria

La trama di Ave Mary

Per secoli la posizione della donna nella società è stata di secondo piano, se non addirittura schiacciata dalla figura maschile. Michela Murgia rintraccia in alcune scelte umane all’interno della Chiesa parte dell’origine dei condizionamenti, anche subliminali, che ha quasi giustificato un sistema patriarcale opprimente e ha proposto alle donne un modello di sottomissione. “Dio ha raccontato l’uomo e la donna a sua immagine, ma gli uomini e le donne a immagine di cosa si sono raccontati Dio?”.


Recensione

Uno degli esempi che colpiscono di più come snaturamento del messaggio iniziale nel corso dei secoli, è l’interpretazione del famoso “sì” detto da Maria all’Arcangelo Gabriele.

Abitualmente ci viene indicato come esempio di umiltà e fede. Maria si abbandona all’angelo e gli dice “Avvenga di me quello che hai detto”. Accetta di mettere il suo corpo a disposizione, quasi come la società dell’eterna giovinezza sembra chiederci ancora oggi.

Il Gruppo di Lettura “EquiLibro” di Pescara.

Sembra rinunciare al suo diritto di decidere per sé.

In nome di questa immagine sono state formate tantissime donne, incoraggiate a sopportare i sacrifici, le violenze domestiche e la soppressione dei loro desideri per emulazione delle donne obbedienti dei Vangeli.

“Tutti i credenti sono a loro modo vittime delle false narrazioni su Dio”

Con questo libro ci fermiamo a riflettere su quanto rivoluzionaria sia stata la scelta di Maria, che, è vero, si è affidata all’angelo, ma era perfettamente consapevole dei guai che stava per procurare a sé e agli altri. “Ha fatto solo quello che ha voluto – è la considerazione di Michela Murgia – nei tempi e nei modi che ha deciso, a condizioni stabilite da lei, costringendo di fatto a piegarsi alla sua libertà di dire tutto il sistema che la circondava e che pretendeva di dettarle legge”.

Scritto in stile scorrevole e con esempi incisivi, il libro può sembrare superficiale perché tocca molti temi, mescolando l’attualità con la teologia. Personalmente ci vedo l’intento di mostrare i condizionamenti reciproci fra le due, perché quotidiano e Fede si allacciano tra loro più spesso di quanto ci sembra.

“Ave Mary” è stato scelto come libro di luglio dal GdL “EquiLibro” di Pescara. Da questo saggio si può portare a casa lo sprone ad andare oltre e a imparare a mettere in discussione ogni giorno cosa e come ci viene raccontato, per esempio dai media.

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Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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