“Non ci salveranno i melograni” – Maristella Lippolis

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

4 Mag, 2019
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7

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Quanto sappiamo della cultura oltreadriatica? Quanto sapevamo, trent’anni fa, della guerra che attanagliava quei posti? Quanto ne sappiamo, ancora oggi? Quanto ci interessa veramente? È l’oggetto del romanzo “Non ci salveranno i melograni”, il nuovo libro di Maristella Lippolis che Ianieri Edizioni ha pubblicato nel 2018.

Della stessa autrice abbiamo recensito anche “Abbi cura di te” (Ianieri 2021).

“Qual è il modo migliore per opporsi alla guerra, per non accettare le sue regole, per tirarsi fuori? E questo comportamento da che parte ti mette rispetto a ch invece accetta di morire, o di chi muore e basta senza averlo scelto (…)?»

Presentazione del libro "Non ci salveranno i melograni"

La trama di Non ci salveranno i melograni

Sono gli anni Novanta. Laura è un’avvocata italiana che sceglie di trascorrere una vacanza in Croazia per passare un po’ di tempo con se stessa e fare ordine nella sua vita. La vacanza diventa una vera e propria permanenza a Soline, in un’isola al largo di Zadar, perché Laura è calamitata dalle persone che ha conosciuto, dall’ambiente naturale e persino dalla guerra che mette in pericolo sulla terraferma. Sarà la profonda differenza dei suoi punti di vista e di quelli di Goran a illuminarla su alcuni aspetti irrisolti della sua vita.

Il punto

Il romanzo ci proietta nell’ultima decade del secondo millennio, ancora salva dalla telefonia mobile e quindi ancora padrona di un tempo tutto suo: il tempo del silenzio. Laura riscopre la sostanza dell’esistenza nella lentezza delle cose e nel dialogo con le persone.

Colpisce il suo approccio maldestro nei confronti di chi è accerchiato dalla guerra, perché la sua mente di italiana non arriva a concepirla, né si è mai chiesta o preoccupata di cosa stessero vivendo i suoi cugini oltre l’Adriatico. La sua inadeguatezza diventa subito anche la nostra, persino nel terzo millennio, e nell’ascoltare i racconti di Goran e le sue riflessioni sul lasciare la sua terra o provare a restare e difenderla diventiamo consapevoli di tutte le nostre lacune e i nostri peccati di ignavia.

D’altro canto, le tinte grigie della guerra in avvicinamento hanno le tinte rosse dei melograni, di cui questi posti sono pieni, e la voce melodiosa delle donne che si aiutano in cucina come accade spesso nei romanzi della Lippolis. «I rapporti tra le donne dei miei libri? Non so immaginarli se non positivi – ha spiegato l’autrice in occasione di una presentazione a Pescara a marzo 2019, ospite della libreria indipendente Primo Moroni – L’amicizia è come la felicità: a volte ti accade, ma anche tu devi saperla riconoscere»

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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