“Rossella” – Alexandra Ripley

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

25 Gen, 2020
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7

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“Rossella” si presenta da subito come il degno seguito del primo “Via col Vento” da cui è stato tratto anche il successivo film vincitore di numerosi premi. La trama è fin da subito intensa e ricca di dettagli.

I personaggi si alternano come se l’autrice li dipingesse su un quadro a tinte forti. Pennellate alterne tra Mamy e Rossella, tra “ma domani sarà un altro giorno” e vallate dense di profumi e rumori.

Margaret Mitchell in questo secondo volume ci fa respirare l’atmosfera di quel tempo senza indugi.

Il finale è travolgente e quando chiuderai il volume ti chiederai sicuramente se ci sarà un seguito. Un capolavoro.

Il libro di Alexandra Ripley riparte da Atlanta, nel 1873 dove Rossella O’Hara è determinata a rinvigorire il suo amore per Rhett Butler. Mentre Rhett passa da una conquista all’altra, miss O’Hara, decide di partire per l’Irlanda, la sua terra d’origine, portandosi dietro però un segreto. Nel giro di poco tempo Rossella raggiunge un’ottima posizione sociale e finanziaria, ma subito dopo ai problemi economici si aggiungono le cattive condizioni di salute della sorella. Solo l’amore di Rhett potrà farle recuperare la felicità. È il seguito di Via col vento, mai scontato ed unico.

Elisadb

Amanti dei libri

Recensore

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1 commento

  1. May

    Un cesso fotonico! Solo per veri fan. Rossella è completamente diversa dalla protagonista di “Via col vento”, ha una “voce” differente, trasforma in melodrammi delle sciocchezze imbarazzanti (tipo quando si perde fuori di casa nel buio, cercando la carbonaia), inoltre è come se ci fosse stato un salto temporale di 50 anni, sebbene il lasso di tempo sia quello degli anni del dopoguerra. La pletora di personaggini è marginale, maldescritta e sostanzialmente inutile. Pessime le descrizioni, assolutamente soporifere. Il “romanzo” è noioso, lento, diluito, le scene proposte sono artefatte, certi personaggi e situazioni ricalcano quelle del romanzo originario, al limite del plagio. Operazione sfacciatamente commerciale, scrittrice assolutamente non all’altezza del Premio Pulitzer Mitchell. Spesso ho pensato: “Ma come osate farmi perdere il mio tempo preziosissimo”.

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