“Uomini e topi” – John Steinbeck

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

10 Giu, 2021
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Nuove proposte - Valerio Mottin

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Nel 1937 lo statunitense John Steinbeck pubblicava a Londra la sua novella “Of mice and men”. Io ho letto la traduzione di Cesare Pavese del 1938 nell’edizione Bompiani del 1947. Dello stesso autore abbiamo recensito anche “L’inverno del nostro scontento“.

Trama di Uomini e topi

George e Lennie sono due braccianti stagionali che si muovono in una California arsa dal sole. È strano vedere due lavoranti insieme, gli dicono, specie se antitetici: Lennie è un gigante buono, ha un ritardo mentale ed è incapace di dosare la sua forza immensa; George è smilzo e intelligente, svelto.

In questo binomio nasce un progetto, coltivato come un sogno, che deve fare i conti con il verso di Robert Burns da cui prende spunto il titolo: “the best-laid schemes of mice and men gang aft agley”, gli schemi meglio stesi da topi e uomini vanno spesso alla deriva.

Recensione

Mi ero fissata – passatemi l’espressione – su “Uomini e topi” perché uno dei personaggi della serie Lost, che ho visto integralmente un paio di anni fa, lo nomina continuamente. Ci si fissa pure lui, insomma. Ho girato intorno a questo libro con circospezione, aspettando che le mie aspettative si sgonfiassero, finché non mi sono decisa a prenderla in prestito dalla biblioteca del mio Comune.

“La profonda pozza verde del Salinas giaceva nel tardo pomeriggio. Già il sole aveva abbandonata la valle per arrampicarsi su per le coste dei monti Gabilan e le cime dei colli erano rosee nel sole.”

“Uomini e topi” è un libro molto breve in qualsiasi edizione (quella speciale per i novant’anni della Bompiani ne ha 121, per dire) eppure mi ha rapita per i paesaggi aridi, assolati, le gocce di sudore sui cappelli da cow-boy, la tenerezza ruvida di George e l’ingenuità disarmante e pericolosa di Lennie.

“Noi invece è diverso! E perché? Perché… perché ci sei tu che pensi a me e ci sono io che penso a te, ecco perché”

Cosa significa prendersi cura di una persona? Quali scelte siamo costretti a fare di fronte a un futuro inevitabile? Il finale mi ha lasciata secca come fieno. Spiazzante. Stra-consigliato.

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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