
Il titolo del nuovo romanzo di Isabel Allende è “Il mio nome è Emilia Del Valle”, ma il sottotitolo potrebbe essere amor omnia vincit. L´amore declinato in tutte le sue forme e´ uno dei fili conduttori della trama che si intreccia intorno a numerose figure. E’ stato pubblicato da Feltrinelli nel 2025.
Di Isabel Allende abbiamo recensito anche “Le donne dell’anima mia“, “Paula“, “Il gioco di Ripper“, “La casa degli spiriti“, “Lungo petalo di mare“, “Il quaderno di Maya“, “Oltre l’inverno“, “Il vento conosce il mio nome“. Abbiamo pubblicato le citazioni più belle qui.
Trama de Il mio nome è Emilia Del Valle
Come Isabel ci ha abituato, le figure più significative della storia sono sempre quelle femminili. Sono donne coraggiose e combattive che fanno fronte alle asperità della vita con la loro tenacia. Non è da meno Emilia. La giovane protagonista eredita la forza dalla madre e impara l´ampiezza delle idee dal Papo, l’uomo che si prende cura di lei come un padre pur non essendolo. Il padre biologico di Emilia è Gonzalo Andres Del Valle, un rampollo di una ricca famiglia cilena che dilapida tutti i suoi averi tra ozio e vizi. Prima di sparire, lascia Molly Walsh con Emilia in grembo.
La madre, che per amore di Del Valle rinuncia ai voti e a una vita monastica, si trova da sola con una bimba da crescere. Inizia a lavorare in maniera instancabile, nutrendo un profondo rancore verso l’uomo che l’ha ingannata. Emilia cresce circondata dai bambini del villaggio che frequentano la scuola dove Papo insegna e Molly aiuta. Ben presto coltiva la passione per la scrittura nel mondo di fine ´800, in cui questo non è visto di buon grado.
Prima nascondendo le sue opere con un nome maschile e poi pretendendo di firmare con il proprio, riesce a farsi assumere in un giornale e diventa inviata. Viaggia da sola, Emilia, per scrivere reportage su New York e la vita americana. Si fa apprezzare per il suo stile e quando in Cile scoppia la guerra civile parte per raccontare quello che accade. Il Cile torna come ambientazione delle trame di Isabel Allende , dove spesso la storia reale si affianca a dei personaggi verosimili, come in questo caso.
Accanto alla sanguinosa guerra civile da raccontare, per Emilia c’è un’altra storia da seguire: la sua, alla ricerca di quel Del Valle.
Il Cile
Il viaggio verso il Cile diventa così oltre che il racconto di una guerra sanguinosa e violenta anche un percorso verso le proprie radici, alla scoperta della sua vera origine.
In questo viaggio conoscerà Paulina Del valle, matriarca di riferimento della famiglia, inserita nella vita nobiliare del paese. Prima con diffidenza, poi con estrema dolcezza, accoglierà Emilia. Conoscerà finalmente Gonzalo Andres Del Valle, ormai malato. Con affetto si accoglieranno l’un l´altro; senza rancori e con amore filiale lei lo accompagnerà alla fine dei suoi giorni.
Tra le battaglie efferate conoscerà le cantineras, donne che si dedicano alla cura dei feriti con dedizione e coraggio, spesso vedove di militari. Non si tirano indietro nemmeno se c´è da imbracciare un fucile. L’esempio di Angelita è preziosa guida per Emilia in più di un’occasione.
Toccherà con mano la barbarie delle carceri, delle percosse e la grande paura della morte, il tutto a testa alta, come il suo Papo le aveva sempre insegnato.
La guerra con la sua efferatezza allontana Emilia da Eric suo collega inviato del giornale e suo compagno di cuore, con il quale condividerà la terribile esperienza in Cile.
Solo dopo molte vicissitudini i due si ritroveranno, ma qualcosa è rimasto ancora incompiuto.
Emilia eredita dal padre un terreno nel profondo sud del Cile, alle falde delle Ande. La ragazza non può tornare in America senza visitare questo angolo. Così, da sola, contro il parere di tutti, si avventura alla ricerca del Lago Pirihueico
In questo viaggio verso un mondo ancora incontaminato, selvaggio e lontano dalla crudeltà sarà accompagnata dal fedele cagnolino Covadonga, dono e lascito di Angelita e da numerosi autoctoni che la guidano e scortano.
L´eredita´di mio padre non e´un pezzo di terra di cinquanta ettari, sono le mie radici scrive Emilia alla fine del viaggio che le ha dato l´occasione di raccontare in quaderni di fortuna le sue memorie.
Come dice il capitano Janus che la accompagna per un breve tratto,
“Ricordare è importante, perché è necessario guardare al passato per capire il presente e affrontare il futuro.”
Recensione
La lettura di questo romanzo non è semplice e fluida come per gli altri scritti di Isabel. A volte la narrazione appare lenta e ricca di particolari storici minuziosi, sicuramente frutto di ricerca e attenzione dell´autrice verso la coerenza storica, ma che possono risultare pesanti.
Innumerevoli sono i colpi di scena e i cambiamenti di trama che stravolgono la narrazione , sorprendendo il lettore.
Come spesso accade nei racconti di Isabel Allende, compare come scenario il Cile, luogo del cuore della scrittrice, descritto con infinito amore nei luoghi naturali e nelle caratteristiche degli abitanti.
“Un paese in cui c´erano poeti ovunque, ma era anche incongruente, perche´gli stessi cileni che tanto amavano la poesia potevano essere assetati di sangue.”
Amor omnia vincit, si diceva all´inizio: l’amore per la propria famiglia, per il proprio paese, per gli ideali forti, per la scrittura e infine per se stessa attraverso una profonda ricerca introspettiva.
Anche se, come sempre le narrazioni della Allende appassionano per la profondità dei personaggi, per lo stile del linguaggio e per il garbo con cui la scrittrice riesce ad affrontare ogni tema, probabilmente “Il mio nome è Emilia del Valle” ha la colpa di venire dopo “Violeta”, al paragone del quale ogni narrazione risulta minore.



