“L’arte di essere fragili” – Alessandro D’Avenia

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Categorie

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Voto redazione

4 stelle

Data di pubblicazione

28 Dic, 2020
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7

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la ragazza della neve

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copertina la ragazza della neve libro

Nel 2016, a un soffio dal duecentesimo anniversario della poesia “L’infinito” festeggiato l’anno scorso, lo scrittore Alessandro D’Avenia ha pubblicato per Mondadori il saggio “L’arte di essere fragili”, dedicato alla figura di Giacomo Leopardi. Dello stesso autore abbiamo pubblicato la recensione di “L’appello” e “Cose che nessuno sa“.

Trama di L’arte di essere fragili

Costruito sotto forma di epistolario, “L’arte di essere fragili” è un saggio vicino alla critica letteraria che intende dare una luce diversa e moderna all’opera di Giacomo Leopardi. Per avvicinarlo agli adolescenti ne viene messo in risalto il comune bisogno di esplorazione e di fuga.

Vengono citati alcuni fatti salienti della sua vita; alcuni dei suoi versi più famosi vengono presentati nella loro universalità.

La peculiarità di questo libro è in una folta serie di testimonianze del mondo degli adolescenti di cui l’autore si fa latore, rischiando la sensazione di autoreferenzialità.

Recensione

Accompagnati dall’arte oratoria di D’Avenia, è facile immaginare il suo carisma a lezione.

Non bisogna avvicinarsi a “L’arte di essere fragili” cercando una disamina completa della vita e le opere di Giacomo Leopardi, né una sua biografia. Il fatto che D’Avenia lo scriva alla stessa età in cui Leopardi è morto, lascia intravvedere un omaggio estremamente personale che avvicina questa produzione a “Ciò che inferno non è”. Quel libro era dedicato a Padre Pino Puglisi che lui ha conosciuto personalmente.

“Cos’è, Giacomo, l’amore se non un confidare a qualcuno il punto più scoperto dove colpirci, nel caso smettesse di amarci?”

La maniera in cui gli adolescenti vengono raccontati in “L’arte di essere fragili” attraverso gli occhi di un docente che passa molto tempo con loro, ci rimette in contatto con quanto di più fragile di quell’età è rimasto sedimentato. Ci incoraggia a prendercene cura.

Ho letto questo libro perché scelto per il mese di novembre dal gruppo di lettura EquiLibro di Pescara

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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