“Memoriale del convento” – José Saramago

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

9 Lug, 2019
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7

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Ambientato in un Portogallo del 1700, “Memoriale del convento” di José Saramago intreccia la Storia – quella della costruzione del convento di Mafra, vicino Lisbona, per un voto del re del Portogallo Giovanni V, desideroso di avere un erede – alla storia con la lettera minuscola, quella di Baltasar Sette-Soli e Blimunda ribattezzata Sette-Lune, figlia di una strega condannata dall’Inquisizione. Di José Saramago abbiamo recensito anche “Il racconto dell’isola sconosciuta“, “Caino“, “Le intermittenze della morte“,”Saggio sulla lucidità” e “Cecità“.


copertina-saramago-memoriale-conventoLa trama di “Memoriale del Convento”

Mentre a Mafra viene costruito un convento imponente, che si decide di ampliare in corsa, a Lisbona sta nascendo il primo aerostato, che volerà come lo Spirito Santo l’8 agosto 1709, precedendo quindi di 75 anni quello dei fratelli Montgolfier in Francia. A questi due tasselli di Storia si interseca, a volte con un percorso troppo a sé stante, la storia d’amore di Baltasar e Blimunda. Lui è monco a una mano, lei è una veggente che a digiuno riesce a guardare dentro le persone.

Recensione

Scelto dal GdL Goodreads Italia per il mese di giugno, questo libro è finora il più ostico di Saramago che mi sia capitato di leggere. La trama forse è lenta a partire o forse indugia troppo in alcuni passaggi. Fatto sta che tra le cose più interessanti che ho trovato è che nonostante preceda di alcuni anni il celebre “Cecità” già contiene alcuni dei suoi tratti distintivi. Innanzitutto è presente il distacco ironico con cui l’autore è capace anche di affrontare gli argomenti più impegnativi (come farà vent’anni dopo in “Le intermittenze della morte”), poi il tema della vista è già affidato a una donna, come succederà in “Cecità”, per l’appunto.

Per nove anni Blimunda cercò Baltasar”

La storia d’amore fra Baltasar e Blimunda è grande e coinvolgente nella sua semplicità e nella sua naturalezza. A volte fa più rumore del grande circo che ruota intorno alla roboante costruzione del convento di Mafra fra il 1717 e il 1750, nato per ospitare un ristretto numero di francescani e in corsa allargato per duecento, letteralmente confiscando le persone dalle loro case per aumentare la forza lavoro.

Il Palazzo Nazionale di Mafra (2006)

Oggi il convento è il Palazzo nazionale di Mafra, ospita anche una biblioteca ricchissima, con circa 30mila volumi rari, ed è uno dei più grandi edifici costruiti in Europa durante il XVIII secolo.

Arrivati alla fine della lettura si è in preda a sentimenti ambivalenti. Potrebbe essere struggimento, potrebbe essere delusione o impotenza; ma è un sentimento forte e sicuramente lo considero un premio per aver resistito fino in fondo.

Cristina Mosca

Recensore

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moglie, mamma e lettrice bulimica. a 10 anni scrivevo i miei primi racconti. a 14 ho scelto di insegnare inglese. adesso faccio entrambe le cose. credo in quello che non si vede a occhio nudo. tra le mie pubblicazioni: "chissà se verrà alla mia festa" (schena 2005), "e donne infreddolite negli scialli" (schena 2008), "loro non mi vedono" (ianieri 2014), "con la pelle ascolto" (ianieri, 2018). mi piace scrivere in lettere minuscole.

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