
Alla fine di giugno 2025 è uscito per Mondadori “Un sogno di polvere e acqua”. Si tratta della storia della famiglia Bialetti raccontata dalla penna di Alessandro Barbaglia con la testimonianza di Celestina Bialetti, l’ultima discendente diretta della famiglia che ha cambiato il modo di fare il caffè.
Di Alessandro Barbaglia abbiamo recensito anche “Nené nel paese delle magarìe”, “Scusa ma resto qui”, “L’invenzione di Eva”, “Scacco matto tra le stelle” e “La mossa del matto”.
Trama di Un sogno di polvere e acqua
In questo libro viene raccontata la storia della famiglia Bialetti per tre generazioni, cioè quelle ritratte nella foto pubblicata nell’ultima pagina.
Abbiamo Luigi Bialetti, che all’inizio del Novecento vendeva timbri per i paesi intorno al lago d’Orta; suo figlio Alfonso, che si è specializzato in una tecnica per fondere leghe ancora sconosciuta in Italia; e Renato, figlio di Alfonso, che ha saputo fiutare l’arrivo del boom economico.
Il primo, asciutto e pragmatico, ha prestato i soldi necessari per costruire l’officina di Alfonso; il secondo, visionario e poeta, ha inventato la caffettiera Bialetti; il terzo, commerciante nato, l’ha resa – diremmo oggi – virale.
Recensione
“Un sogno di polvere e acqua” è scritto come un monologo: l’io narrante si rivolge di volta in volta verso un “tu” diverso, alterna gli aneddoti a dati storici, torna indietro, cerca collegamenti, riannoda somiglianze. La storia non segue un rigido ordine cronologico: come in una conversazione alla fine di un pranzo, si segue spesso il filo del pensiero e appaiono numerose anticipazioni su personaggi e vicende.
È una testimonianza incastonata come una gemma preziosa dentro la rievocazione socio-economica di mezzo secolo di Storia. I tre Bialetti, come fossero personaggi costruiti ad hoc, si trovano a rappresentare perfettamente le sfaccettature degli italiani: chi si adatta al proprio tempo con gli strumenti che ha, quello che intuisce il futuro, quella che lo cavalca.
Alessandro Barbaglia racconta come una piccola epica una storia che non riguarda solo i suoi membri ma la crescita del Paese. Ne tinge di rosso le trame sottili, le coincidenze, i punti focali. Spiccano celebrità come la famiglia Alessi e Artistotele Onassis (in una scena, tra l’altro, esilarante), colpi di scena fondamentali per la prosecuzione della storia, eventi miracolosi. Mi ha coinvolta molto vedere come, con un’astuzia degna di Ulisse e un precoce guerrilla marketing, Renato Bialetti è riuscito a creare una tendenza intorno alla sua nuova caffettiera, che doveva competere con la napoletana, in un periodo povero come quello del dopoguerra.
La dolcezza contagiosa della voce narrante nell’abbracciare tutti i personaggi, con i loro umani difetti, accompagna il lettore fino alla fine, tanto che si ha voglia di restare ancora un po’ con loro. Chiuso il libro, si apre così la ricerca su internet di volti e luoghi.



