“I racconti più brevi del mondo”

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

23 Mar, 2019
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7

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I racconti più brevi del mondo, Roma, Fahrenheit 451, 2005. Di Luis Sepúlveda abbiamo recensito anche “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” e “La fine della storia


 

Non esistono regole precise – o fissate una volta per sempre – circa la lunghezza di un racconto. Le sue dimensioni sono a completa discrezione dell’autore. Nel corso di una lunga intervista, pubblicata da TEA con il titolo Raccontare, resistere, Luis Sepúlveda dichiara: «È questa la sfida che ti permette il racconto: racchiudere in poche parole lassi quasi infiniti di tempo».

La funzione del racconto, insomma, è quella di condensare gli eventi. Si distingue rispetto al romanzo per una minore durata o lunghezza. Non tanto degli eventi, quanto della lettura. Di solito è ragionevolmente smilzo. Perché, e sono sempre parole di Sepúlveda, «bisogna essere capaci di raccontare solo il necessario, solo quel che la storia stessa richiede». L’autore statunitense William Carlos Williams specifica ulteriormente: «La principale caratteristica del racconto breve è quella di essere breve, e così deve condensare quel che ha da dire (a meno che non tagli via ampi stralci di scrittura per migliorarne la qualità, il che può essere giustificato)».

 

I racconti più brevi del mondo

Ma quanto può essere breve un racconto? Be’, potete farlo durare anche poche frasi.

Se volete leggerne cinquanta tra i più brevi mai scritti, potete procurarvi la minuscola (non raggiunge le novanta pagine) antologia I racconti più brevi del mondo, da cui estraggo questi tre esempi:

Quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì (Augusto Monterroso, Il dinosauro).

Il vecchio gentiluomo passeggiava tutto solo nel parco, le mani dietro la schiena, leggendo il suo giornale (Ponson Du Terrail, Lenta rapidità).

Stan Standish si costituì alla polizia. «Ho ucciso un uomo», confessò. «Pensavo che fosse perfetto, il mio delitto, ma ho commesso un errore.» Gli chiesero, naturalmente, quale fosse stato il suo errore. «Ho ucciso un uomo», rispose (Fredric Brown, L’unico sbaglio)

Fredric Brown, Ambrose Bierce, Richard Matheson, il Marchese De Sade, Mark Twain, Franz Kafka e François Mauriac. Sono alcuni dei nomi che troverete sfogliando questo libretto. Tutti maestri nello scrivere storie che si esauriscono prima ancora di sfiorare la fine della pagina.

Le parole, in fondo, sono preziose. Perché sprecarle?

Enrico Cantino

Recensore

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Enrico Cantino dovrebbe aver superato la cinquantina, ma non ne è sicuro nemmeno lui. Ha una laurea in materie letterarie, un blog su Tumblr e svariate passioni: i gatti, la scrittura, la lettura, i cartoni animati (giapponesi, in particolare), i "filmacci" come li chiama lui (horror, azione, demenziale, fantascienza, ecc. ma non disdegna qualche pellicola "seria"). Ha pubblicato con Mimesis, casa editrice di Sesto San Giovanni, sei libretti sulle serie animate nipponiche suddivise per generi: robottoni, eroine, guerrieri, sport di squadra, maghette, rapporti di coppia. Può darsi riesca anche a pubblicare qualcos'altro. Adesso vede.

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2 Commenti

  1. Vanessa

    Ma Monterroso non si chiama Antonio.

    Rispondi

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