“Silenzio – Le sette vite di Diana Karenne” – Melania G. Mazzucco


Voto: 5 stelle / 5

“Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne” è il libro più recente di Melania Gaia Mazzucco, pubblicato da Einaudi nel 2024. Ed è meraviglioso.

Di Melania Mazzucco abbiamo recensito anche “La lunga attesa dell’angelo”, “Sei come sei”, “Lei così amata” e “L’architettrice”.

Trama di Silenzio. Le sette vite di Diana Karenne

La donna che negli anni ‘10 del Novecento si è presentata al mondo come Diana Karenne ha poi cambiato nome altre cinque volte. Sei vite più una, che è questa che Melania Mazzucco prova a comporre nella sua biografia romanzata. Ha rincorso Diana Karenne, al secolo Dina Belogorski, ebrea nata in Ucraina, per più di vent’anni tra archivi, testimoni, articoli, epistolari, lapidi, poesie d’amore. Ha scoperto come si sia ritrovata apolide dopo la rivoluzione russa e si sia trasformata più e più volte attraverso i decenni e le guerre.

Se cercate su internet, troverete che Diana Karenne è morta nel 1940. In “Silenzio”, invece, Melania Mazzucco rivela che non è vero: Diana Karenne ha vissuto almeno altri ventotto anni. E ce li racconta anche, così come li ha potuti ricostruire e immaginare.

Recensione

Mi sento sempre orfana di una parte di letteratura italiana che permetta di vedere la nostra società della prima metà del Novecento, perciò averla trovata nel libro di Melania Mazzucco, in maniera così dettagliata e oculata, mi ha entusiasmato. Ho amato profondamente le prime quattrocento pagine, che ci fanno conoscere i movimenti nell’industria cinematografica italiana e poi europea a ridosso della prima guerra mondiale. Scopriamo le previsioni, le dinamiche, le scelte con l’avvento del sonoro.

Il libro subisce un breve momento di stanca nella seconda guerra mondiale. Diana Karenne e il suo compagno si dividono a causa delle deportazioni, dei bombardamenti, della confusione: Mazzucco prova a seguire entrambi, grazie a diari e lettere. La narrazione si fa necessariamente fumosa e incerta, non siamo certi di nulla, neanche l’autrice lo è. Però è davvero bello costruire una tridimensionalità intorno a una persona che ha sempre nascosto qualcosa, e che si è tolta alcuni anni all’anagrafe ogni volta che ha avuto l’occasione o la necessità di produrre nuovi documenti.

La storia di Diana Karenne è la storia di tutti i fuggitivi di tutti i tempi. Imprenditrice, attrice, produttrice, poi infermiera, scrittrice, moglie devota, perfino potenziale spia russa… ha permesso a pochissimi di conoscere la sua vera identità, a volte neanche agli uomini a cui si è accompagnata. Nel cercarla negli archivi della Croce Rossa, Melania Mazzucco ha potuto constatare che di moltissime infermiere non si conosceva il vero passato, e chissà se erano quelli i nomi lasciati per i documenti.

Totalmente affascinata dalle ricostruzioni e dallo stile dell’autrice, ho seguito appassionatamente il libro fino alla fine, fino alla ricerca bella e struggente della tomba di Dina, o Diana, o Nadia, o Candida, o Madame Otzoupe.

Assolutamente consigliato!

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