” Violeta” Isabel Allende

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Voto redazione

5 stelle

Data di pubblicazione

4 Mar, 2022
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7

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“Violeta” è un libro di Isabel Allende edito da Feltrinelli a febbraio 2022. Della stessa autrice abbiamo recensito anche  “Il gioco di Ripper”, “La casa degli spiriti”, “Lungo petalo di mare”, “Il quaderno di Maya” e “Oltre l’inverno”.

Trama di Violeta

“Il mondo è paralizzato e l’umanità in quarantena. È una strana simmetria nascere durante una pandemia e morire nel corso di un´altra.

In mezzo a questa simmetria scorre la vita di Violeta, la protagonista dell’ultimo libro di Isabel Allende.
Attraverso una lunga e sincera lettera, Violeta racconta la sua vita centenaria al nipote Camilo, affinché lui conosca le sue radici e ne conservi la memoria. Quasi come in parallelo con “Paula” , romanzo in cui la Allende scriveva alla figlia in coma, Violeta si rivolge al nipote raccontando e riflettendo su tutti i particolari della sua vita.

Dalla nascita durante la pandemia di influenza spagnola nel 1920, all’infanzia nella splendida casa delle Camelie, poi dalla caduta economica della sua famiglia alla giovinezza vissuta in un angolo sperduto del Cile. La seguiamo fino alla maternità, fino all’età della maturità e della consapevolezza, ottenuta a prezzo di profondi dolori.

Scrivere diventa un modo per riflettere sul proprio vissuto, analizzando le proprie azioni e ammettendo mancanze ed errori, per evitare di ripeterli.

“Sono stata testimone di molti eventi e ho accumulato esperienza, ma poiché ero distratta o forse troppo occupata non ho raggiunto la saggezza”

Scrivere è anche presentare al nipote i membri della immensa famiglia Del Valle, composta da parenti di sangue e acquisiti, in una solida famiglia allargata.

In questa famiglia un ruolo in primo piano lo hanno le figure femminili, in una sorta di matriarcato che spesso compare nei romanzi della Allende. Sono donne forti, capaci di affrontare terribili situazioni ognuna a suo modo e capaci di essere alleate e solidali l’una con l’altra.
A fare da sfondo la storia del Cile, raccontato durante la pandemia di spagnola, la guerra mondiale, le prime lotte per la difesa dei diritti delle donne, la democrazia e la dittatura con le terribili violenze e repressioni che vedranno Violeta colpita in prima persona.
Conosciamo Violeta in ogni fase della sua vita, ma, come spesso avviene nei romanzi della Allende , è la figura della nonna quella più intensa. Violeta nonna si promette di amare e proteggere il nipote come non è riuscita a fare con i figli, dai primi istanti di vita, dedicandosi totalmente agli affetti e agli ideali che contano.

Camilo diventa l’ancora che permette a Violeta di non affondare: la scialuppa a cui aggrapparsi per sentirsi ancora viva dopo i terribili dolori che la vita le ha riservato. E forse è anche grazie alla presenza di Camilo se nonna Violeta si impegna in prima persona nella lotta per i diritti delle donne.

Recensione

Come sempre Isabel Allende riesce con grazia a trattare qualsiasi aspetto della vita, anche i più intimi senza mai scadere di stile: le sue parole riescono a far sembrare naturale qualsiasi argomento.

La sessualità e l’omosessualità in un’epoca non certo aperta vengono raccontate in maniera garbata, in un rapporto di profonda sincerità tra nonna e nipote. Non rimangano ombre nella storia del passato.
“Ricordare è il mio vizio”, confessa Violeta. Nel suo ricordo si snoda la vita di una donna a tratti fragile, che assiste da spettatrice agli eventi, a tratti attrice protagonista di scelte di vita inaspettate e poco popolari. Viene dipinta la storia di un Paese e del suo cammino verso la democrazia; la storia di una famiglia e di numerose persone che hanno camminato insieme.

“Il viaggio della vita è fatto di lunghi tratti noiosi, un passo dopo l’altro, giorno dopo giorno, senza che succeda niente di sconvolgente, ma la memoria si forma con gli eventi imprevisti che segnano il percorso. Sono questi che vale la pena narrare. Una vita lunga come la mia annovera persone e molti eventi indimenticabili, e io ho la fortuna di avere buona memoria.

E chi ha imparato a conoscere la Allende di certo trova dentro “Violeta” frammenti di Isabel e del suo vissuto; sa anche che leggendo i suoi romanzi è impossibile non fermarsi a riflettere ed emozionarsi.

Danipoetessa

Recensore

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